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June 04 IL NOSTRO BLOG SUL SITO DELLE FACOLTA' DI SCIENZE POLITICHECIAO A TUTTI.
IL COMITATO, ATTRAVERSO L'IMPEGNO DI MASSIMO BELSITO, E' IMPEGNATO NELL'INSERIRE IL NOSTRO BLOG NEL SITO DELLA FACOLTA' DI SCIENZE POLITICHE DELL'UNIVERSITA' DELLA CALABRIA.
RINGRAZINDO MASSIMO PER L'IMPEGNO, INVITIAMO TUTTI GLI ALTRI MEMBRI DEL COMITATO E CHI SOSTIENE LA NOSTRA BATTAGLIA A FARE LO STESSO NELLE ALTRE FACOLTA' DI SCIENZE POLITICHE.
UNA MAGGIORE VISIBILITA' FA' SI CHE GI STUDENTI SIANO MAGGIORMENTE INFORMATI E CHE SI ROMPE UN PO DI PIU QUEL MURO DI GOMMA PRESSO L'OPINIONE PUBBLICA.
UN SALUTO
ANTONELLO IOVANE March 20 PROPOSTA DI LEGGECAMERA DEI DEPUTATI N. 2091
Atti Parlamentari — 1 — Camera dei Deputati PROPOSTA DI LEGGE D BERRETTA, CAPODICASA, ANTONINO RUSSO Abilitazione dei laureati in scienze politiche e in altre materie
equiparate all’insegnamento delle discipline giuridiche ed economiche
nonché della filosofia, psicologia e scienze dell’educazione
nella scuola secondaria superiore Presentata il 22 gennaio 2009 O NOREVOLI COLLEGHI ! — Con la presente proposta di legge intendiamo rimediare ad una ingiustificata discriminazione consumata, negli anni scorsi, a danno dei laureati in scienze politiche nel campo dell’accesso all’insegnamento delle discipline giuridiche ed economiche nelle scuole e negli istituti di istruzione secondaria. Infatti, senza alcuna esplicita motivazione é sostanziale ragione, i decreti ministeriali della fine anni novanta emanati sulla base di una sorta di « delega in bianco » contenuta nell’articolo 405 del testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado, di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, − hanno escluso dall’insegnamento i laureati in scienze politiche che hanno conseguito il titolo negli anni successivi all’anno accademico 2000/2001, con una ratio che è impossibile ricostruire oggi e che, in ogni caso, è discriminante e non corrisponde ad alcun canone razionale. La questione è stata, da ultimo, energicamente sollevata dall’assemblea del 15 febbraio 2008 dei presidi delle facoltà di scienze politiche.A ciò provvede la presente proposta di legge che, in considerazione del nuovo ordinamento universitario, dispone, inoltre, l’equiparazione alla laurea in scienze politiche delle lauree specialistiche in scienze della politica, in scienze delle pubbliche amministrazioni e in relazioni internazionali. Il provvedimento, che non comporta oneri per il bilancio dello Stato, prevede, infine, che il Ministro dell’istruzione, dell’universitàe della ricerca provveda ad adeguare la disciplina amministrativa dell’accesso all’insegnamento con proprio decreto da emanare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge. PROPOSTA DI LEGGE ART. 1.1. Le lauree in scienze politiche e le lauree specialistiche in scienze della politica, scienze delle pubbliche amministrazioni e relazioni internazionali costituiscono titolo valido per l’ammissione ai concorsi delle classi di insegnamento 19/A (discipline giuridiche ed economiche) e 36/A (filosofia, psicologia e scienze dell’educazione) previste dalla tabella A annessa al decreto del Ministro della pubblica istruzione 24 novembre 1994, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 16 del 20 gennaio 1995, e successive modificazioni, nelle scuole e negli istituti di istruzione secondaria.2. Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, da emanare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, si provvede alla modifica delle disposizioni del decreto del Ministro della pubblica istruzione 24 novembre 1994, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 16 del 20 gennaio 1995, al fine di adeguarlo a quanto disposto dal comma 1 del presente articolo. January 16 AGGIORNAMENTI: Ministro&MediaStiamo cercando di ottenere un incontro con il Ministro Gelmini, grazie all'insistenza di Concetta che ha continuato ad investire della questione i politici di Bolzano a qualunque livello.
Contemporaneamente stiamo cercando di coinvolgere i mass media nazionali,(siamo in contatto con una trasmissione tv).
Per qualsiasi informazione e/o proposta/suggerimento contattateci
August 25 PRESENTATA INTERROGAZIONE PARLAMENTAREAtto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-00533 presentata da PAOLO RUSSO giovedì 3 luglio 2008 nella seduta n.028 PAOLO RUSSO. - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. - Per sapere - premesso che: il Decreto Ministeriale 231 del 1997 ed il Decreto Ministeriale 39 del 1998 stabiliscono che possono accedere all'insegnamento solo coloro che hanno conseguito la laurea in Scienze Politiche entro l'anno accademico 2000/2001, escludendo dalla possibilità di esercitare la professione di insegnante tutti coloro che si sono laureati successivamente a tale data ed indipendentemente se con un piano di studio elaborato con il vecchio o con il nuovo ordinamento; nei confronti dei laureati in Scienze Politiche del vecchio ordinamento, nello specifico, si è prodotta una forte discriminazione, contraddicendo quanto previsto dall'articolo 3 della Carta costituzionale poiché a parità di condizione dello studente, appartenenza allo stesso ordinamento e con il medesimo piano di studi, si ha un differente trattamento da parte della legge; gli studenti che nel 1997 (e negli anni successivi) si sono immatricolati al corso di laurea in Scienze politiche al momento dell'iscrizione hanno trovato indicato nelle guide universitarie tra gli sbocchi professionale ancora l'insegnamento, infatti, alla pagina 228 della guida all'Università del Ministero dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica anno 2000-2001, è inserita la possibilità di insegnamento nelle scuole secondarie tra le professioni a cui potevano accedere i laureati in Scienze Politiche. In questo modo molti studenti dopo il 1997 hanno continuato ad iscriversi alla facoltà di Scienze Politiche con la convinzione, confortata da quanto scritto nelle guide ufficiali, che tra gli sbocchi professionali ci fosse anche l'accesso all'insegnamento secondario; è molto delicata la situazione di tutti quegli studenti che si sono iscritti a Scienze Politiche prima dell'emanazione della norma ma che, essendosi laureati successivamente all'anno accademico 2000/2001, ne hanno subito gli effetti. La lesione del diritto di queste persone, in tal caso, è ancora più evidente dato che, nel caso concreto, non si può parlare di ignorantia legis; il discorso è diverso per quel che riguarda, invece, i laureati in Scienze Politiche del nuovo ordinamento. Qui si tratta di una questione di principio, e, infatti, non si capisce su quali basi si decida di escluderli dalla professione di insegnante. Il percorso curriculare, sostenuto da un laureato in Scienze Politiche, è tale da metterlo nelle condizioni di essere preparato e capace di insegnare ai ragazzi delle scuole medie superiori determinate materie, quali Diritto, Economia o Sociologia; un gruppo di Dottori in Scienze Politiche, di tutta Italia, stanchi di vedersi limitato il proprio diritto al lavoro, con la conseguente frustrazione di essere considerati come una categoria di laureati di serie B, ha dato vita al Comitato Scienze Politiche» e lanciato una petizione on-line per portare avanti una battaglia in difesa dei propri diritti -: se sia a conoscenza della situazione descritta in premessa e quali provvedimenti intenda adottare nell'immediato per consentire a tutti gli studenti che si sono laureati nella stessa disciplina e con lo stesso piano di studi di accedere all'abilitazione all'insegnamento eliminando discriminazioni che facciano riferimento al solo requisito temporale.(4-00533) July 18 IN VIA DI ABOLIZIONE LE SSISApprovato dalla Commissione l'emendamento del GovernoLe scuole di specializzazione vicine alla chiusura definitivaScuola, blocco per le nuove entrate. Stop alle Ssis, 12mila posti a rischioA giugno l'esecutivo aveva annunciato 130mila tagli nell'istruzione
ROMA - Nessun futuro per le Ssis. Le scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario, dopo dieci anni di onorato servizio, sono a un passo dalla chiusura. Durante la giornata di ieri la Commissione Cultura del Senato ha approvato l'emendamento del Governo al decreto legislativo n. 112 che prevede per l'appunto la sospensione del decimo corso, che avrebbe preso il via dopo l'estate. L'attuale metodo di assunzione del personale docente, in vigore dal 1999, prevede l'avvio di corsi su base regionale, calcolando l'entità di posti disponibili. Dopo due anni e 1200 ore di lezione, gli specializzati accedono alle graduatorie, attraverso cui viene stabilita l'assegnazione delle supplenze e delle cattedre. Dal prossimo anno non ci saranno nuovi specializzati in coda alle liste, mentre resta ancora da definire il destino degli specializzati del nono ciclo. Nel corso del 2007 infatti le graduatorie sono state trasformate da "permanenti" a "ad esaurimento", impedendo di fatto l'accesso dei nuovi abilitati che, visto l'arrivo della sospensione delle Ssis, si limitano ai circa 11mila specializzati del 2008.
Repubblica.it (18 luglio 2008)
July 02 MAIL DEPUTATI 2laffranco_p@camera.it, lagana_m@camera.it, lainati_g@camera.it, lamorte_d@camera.it, landolfi_m@camera.it, lanzarin_m@camera.it, lanzillotta_l@camera.it, laratta_f@camera.it, lazzari_l@camera.it, leanza_n@camera.it, lehner_g@camera.it, lenzi_d@camera.it, leo_m@camera.it, leone_a@camera.it, letta_e@camera.it, levi_r@camera.it, libe_m@camera.it, lisi_u@camera.it, lomonte_c@camera.it, lomoro_d@camera.it, lopresti_a@camera.it, lolli_g@camera.it, lombardo_a@camera.it, lorenzin_b@camera.it, losacco_a@camera.it, lovelli_m@camera.it, luca_d@camera.it, lulli_a@camera.it, lunardi_p@camera.it, luongo_a@camera.it,
lupi_m@camera.it, lusetti_r@camera.it, lussana_c@camera.it, maccanti_e@camera.it, madia_m@camera.it, malgieri_g@camera.it, mancuso_g@camera.it, mannino_c@camera.it, mannucci_b@camera.it, mantini_p@camera.it, mantovano_a@camera.it, maran_a@camera.it, marantelli_d@camera.it, marchi_m@camera.it, marchignoli_m@camera.it, marchioni_e@camera.it, margiotta_s@camera.it, mariani_r@camera.it, marinello_g@camera.it, marini_c@camera.it, marini_g@camera.it, maroni_r@camera.it, marrocu_s@camera.it, marsilio_m@camera.it, martella_a@camera.it, martinelli_m@camera.it, martini_f@camera.it, martino_a@camera.it, martino_pierdomenico@camera.it, mastromauro_m@camera.it,
mattesini_d@camera.it, mazzarella_e@camera.it, mazzocchi_a@camera.it, mazzoni_riccardo@camera.it, mazzuca_g@camera.it, mecacci_m@camera.it, melandri_g@camera.it, melchiorre_d@camera.it, melis_g@camera.it, meloni_g@camera.it, menia_r@camera.it, merlo_g@camera.it, merlo_r@camera.it, merloni_m@camera.it, messina_i@camera.it, meta_m@camera.it, micciche_g@camera.it, migliavacca_m@camera.it, miglioli_i@camera.it, migliori_r@camera.it, milanato_l@camera.it, milanese_m@camera.it, milo_a@camera.it, minardo_antonino@camera.it, minasso_e@camera.it, minniti_d@camera.it, miotto_a@camera.it, misiani_a@camera.it, misiti_a@camera.it, mistrello_g@camera.it,
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ginoble_t@camera.it, giorgetti_a@camera.it, giorgetti_g@camera.it, giovanelli_o@camera.it, girlanda_r@camera.it, giro_f@camera.it, giudice_g@camera.it, giulietti_g@camera.it, gnecchi_m@camera.it, goisis_p@camera.it, golfo_l@camera.it, gottardo_i@camera.it, gozi_s@camera.it, granata_b@camera.it, grassi_g@camera.it, graziano_s@camera.it, grimaldi_u@camera.it, grimoldi_p@camera.it, guzzanti_p@camera.it, holzmann_g@camera.it, iannaccone_a@camera.it, iannarilli_a@camera.it, iannuzzi_b@camera.it, iapicca_m@camera.it, jannone_g@camera.it, laforgia_a@camera.it, laloggia_e@camera.it, lamalfa_g@camera.it, larussa_i@camera.it, laboccetta_a@camera.it June 14 POSTI DISPONIBILI PER LE SISSScuola di Specializzazione per la formazione degli insegnanti di scuola secondaria REGIONE Università sedi delle Scuole Posti disponibili LIGURIA GENOVA 301 PIEMONTE TORINO(in convenzione) Politecnico Torino 349 Piemonte Orientale Vercelli VALLE D’AOSTA AOSTA 66 LOMBARDIA PAVIA (consorziate): 450 Bergamo – Brescia 130 Milano Cattolica 437 Milano Statale 835 PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO BOLZANO 291 VENETO VENEZIA Ca’ Foscari 705 (sedi convenzionate: Iuav-PD-VR) FRIULI GORIZIA(sedi consorziate: Trieste 120 Udine 120 Provincia Autonoma di TRENTO TRENTO (Polo di Rovereto) 100 EMILIA ROMAGNA BOLOGNA(sedi convenzionate) 374 Ferrara 191 Modena –Reggio Emilia 164 Parma 217 TOSCANA PISA(sedi convenzionate:Firenze e Siena) 840 MARCHE MACERATA 210 (sedi convenzionate: Ancona-Camerino-Urbino) LAZIO ROMA III(sedi consorz.La Sapienza-Tor Vergata 465 -Iusm-La Tuscia-Cassino-LUMSA) UMBRIA PERUGIA 309 MOLISE CAMPOBASSO 350 ABRUZZO CHIETI-PESCARA 525 (sedi convenzionate:L’Aquila –Teramo) CAMPANIA NAPOLI FED.II (sedi convenzionate:Napoli II-IUN 1255 -IUO-S.Orsola Benincasa-Salerno-Sannio) BASILICATA POTENZA 310 PUGLIA BARI(sedi convenzionate: Lecce-Foggia-Pol.Bari) 840 CALABRIA COSENZA 420 (sedi convenzionate: Reggio Calabria - Catanzaro) SICILIA PALERMO(sedi convenzionate: Catania 605 Messina 515 Palermo 555 SARDEGNA CAGLIARI : 210 (Sede consorziata:Sassari) 130 TOTALE 12.389
June 03 LA DELUSIONE QUANDO SI VIENE A SAPERE DEL DECRETOSalve sono una ragazza di 26 anni , studio scienze politiche a Messina (indirizzo politico internazionale Vecchio Ordinamento) e per fine anno dovrei laurearmi. Sono venuta a conoscenza della legge che ha vietato l'accesso all'insegnamento ai dottori in scienze politiche (D.M. n. 231/1997) dopo parecchi anni di università, e lo sono venuta a sapere per caso e da fonti al di fuori dell'ateneo, e in particolar modo da un sindacato degli insegnanti, da cui mi ero recata per sapere cosa potevo insegnare esattamente con la mia laurea; la risposta negativa del sindacalista mi ha colta completamente di sorpresa, e la delusione è stata tantissima! Proprio una laurea come la nostra, caratterizzata per la sua multidisciplinarietà, avrebbe dovuto essere, ed è, una tra la più idonee all'insegnamento! E poi su quali basi è stata presa questa assurda decisione? Aderisco volentieri a questo comitato, perché anche se l'insegnamento non è l'unico sbocco di questa laurea, avrebbe dovuto essere il principale, e comunque questo immotivato decreto è completamente illeggittimo, e come tale deve essere eliminato, e l'unico modo per eliminarlo è agire concretamente e farci sentire. E’in questo modo che i nostri cari politici vogliono portare avanti la lotta alla disoccupazione , e specie a quella dei laureati? Io ho avevo già firmato da tempo la petizione on line. Tenetemi aggiornata su tutte le iniziative che verranno prese sulla questione, e sui progressi che eventualmente verranno realizzati!!!sono convinta che l'unione fa la forza!!!
May 29 LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DURNWALDEREgregio Presidente, chi le scrive è un laureato in Scienze Politiche nell'anno 2006, che quindi ricade in pieno nel terribile DM 39/1998, il decreto che impedisce ai laureati in Scienze Politiche dopo l'anno 2001 di insegnare. Un decreto assurdo che fa un'inspiegabile distinzione tra chi ha conseguito la laurea prima e dopo tale anno, dato che nei programmi universitari non ci sono stati in quel momento significativi cambiamenti. Un decreto incoerente che impedisce anche ai laureati in Giurisprudenza di insegnare materie economico-giuridiche, permettendolo invece ai laureati in Economia e Commercio. Quindi i laureati in Legge NON possono insegnare Legge, mentre i laureati in Economia sì! Un decreto irrazionale, tanto che ne è riconosciuta l'inspiegabile insensatezza anche a chi è del settore, come l'Associazione Italiana Presidi di Scienze Politiche, che da tempo si domanda il perchè di tale decreto, e ne chiede l'abrogazione al Ministero dell'Università e della Ricerca nonchè al Ministero dell'Istruzione. Un decreto di cui Lei ha riconosciuto l'incomprensibile irragionevolezza, secondo il Comitato in Difesa dei Diritti dei Laureati di Scienze Politiche, tanto da aver dichiarato di volervi porre una deroga, dato il suo status di Presidente di una Provincia Autonoma.
Le scrivo ora, quindi, nella speranza di avere notizie su tale deroga: è stata effettivamente attuata? Lo sarà? Si sta muovendo qualche ufficio per chiedere al Ministero l'abrogazione del decreto?
Io ho 32 anni, lavoro come insegnante da 3. Amo questo lavoro e lo faccio con grande passione. Ho avuto la fortuna di lavorare al fianco di ottimi colleghi dai quali ho cercato di carpire le migliori qualità che un insegnante deve avere. Ho iniziato ancor prima di laurearmi, con tutti i timori e le speranze di chi si avvia ad una nuova professione, un lavoro carico di responsabilità, come l'avere a che fare con l'educazione, con i ragazzi, i bambini. Ho iniziato dalla realtà forse più difficile: una scuola professionale per ragazzi in gran parte figli di immigrati extracomunitari, alcuni da pochi mesi in Italia. Quindicenni finiti lì perchè, nelle altre scuole, non avevano speranza. Una bella prova per me. Ma ce l'ho fatta. Sono riuscito a conquistarli e, con grande pazienza, a diventare per loro un educatore ed un amico nello stesso tempo. Tornavo a casa distrutto e senza voce. Ma soddisfatto. Una volta laureato scopro che... non posso insegnare! Nemmeno frequentare la scuola per l'isegnamento secondario. Insisto, cerco un'altra strada: la supplenza. Così inizio ad insegnare italiano, storia, geografia e sostegno, in scuole medie pubbliche. Adoro questo lavoro e, ancora, ho grandi soddisfazioni. Faccio sostegno ad un ragazzo con problemi comportamentali. Un caso difficile, altri insegnanti hanno rinunciato con lui. Ma mi armo di pazienza e coraggio e riesco. Merito, forse, anche della mia giovane età. Dopo qualche settimana però, scade il periodo consentito ai "non iscritti in graduatoria" e devo lasciare il posto ad un'insegnante "avente diritto", che è iscritta in graduatoria. Con conseguenti problemi, oltre che per me, anche per il ragazzino. Ho grandi soddisfazioni quando i colleghi riconoscono le mie abilità e la mia passione nell'insegnamento. Ma ciò purtroppo non basta. A causa del DM 39 io, e migliaia di insegnanti nella mia situazione, siamo serrati in un terribile stato di precarietà, che ci consente di lavorare soltanto per poche settimane all'anno, anche a varie decine di chilometri da casa. Qualcuno a centinaia. Due settimane qui, quattro là.... Attualmente lavoro come insegnante di italiano per immigrati adulti presso un'agenzia per il lavoro. Ho un contratto di DIECI giorni, il quinto dall'inizio dell'anno (che scade domani e forse verrà rinnovato, magari tra una settimana, magari fra tre); mi è stato offerto uno stipendio di QUATTRO euro l'ora (insistendo, come si fa al mercato, e dimostrando il mio impegno, sono riuscito ad ottenere qualcosa in più); sono pagato però dopo QUATTRO mesi dalla firma del contratto..
Ho fatto un'infinità di lavori, dall'età di sedici anni, per pagarmi gli studi. So fare molte cose. Potrei cambiare strada. Ma mi sento... SONO, un insegnante.
Stavo perdendo le speranze, poi ho avuto questa notizia che La riguarda.
Amo la Sua provincia, e lo farei con grande gioia di trasferirmi lì per fare il MIO lavoro. Sarei disposto anche ad iscrivermi alla Scuola di Specializzazione per l'Insegnamento Secondario, e studiare per altri due anni, stringendo i denti e lavorando solo part-time, se... se la Sua intenzione fosse realizzata.
Ringraziandola per l'attenzione verso la nostra causa e auspicando una Sua risposta, porgo distinti saluti Andrea Podavini Brescia
May 20 ECCO COSA ACCADE AI LAUREATI IN SPAdesso sono davvero incazzato. Sto facendo il tirocinio presso un commercialista. Ad aprile L'ordine dei commercialisti di Locri ha deliberato la mia iscrizione nel registro dei praticanti, avendo io una laurea in scienze politiche vecchio ordinamento. Nonostante la deliberazione non ho ancora ricevuto comunicazione ufficiale dell'avvenuta iscrizione... Stamattina ho chiamato l'ordine per avere notizie e mi è stato risposto che sono in attesa di notizie dal consiglio nazionale che ha fatto girare una circolare in cui si afferma che non si intendono più accettare come tirocinanti i laureati in scienze politiche, quindi l'odc di Locri, pur avendo già deliberato, non può comunicarmi nulla di ufficiale fintanto che dal nazionale non chiariscono i dubbi sulla circolare. Dall'odc di Locri dicono di stare tranquillo, perchè escludermi sarebbe incostituzionale secondo loro, ma visto che ormai ci siamo abituati a vederne di tutti i colori... April 23 LAVORI IN CORSOSTIAMO RISISTEMANDO IL BLOG, VI CHIEDIAMO UN ATTIMO DI PAZIENZA. LE NOTIZIE E LE NOSTRE ATTIVITà LE POTRETE TROVARE NEGLI INTERVENTI PRESENTI IN ARCHIVIO. CI SCUSIAMO PER L’INCOVENIENTE
GRAZIE
COMITATO SCIENZE POLITICHE March 28 DETERMINA DEI PRESIDICONFERENZA DEI PRESIDI DELLE FACOLTA’ DI SCIENZE POLITICHE Verbale dell’Assemblea del 15 febbraio 2008 – ore 14,15 Il giorno 15 febbraio 2008, alle ore 14.15, regolarmente convocata dal Presidente, prof. Adalgisio Amendola, si è tenuta presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Roma Tre, l’Assemblea dei Presidi delle Facoltà di Scienze Politiche, con il seguente ordine del giorno: 1) approvazione verbale seduta precedente; 2) comunicazioni del Presidente; 3) programma attività; 4) organizzazione gruppi di lavoro; 5) ricognizione riforma OODD; 6) ammissione SSIS; 7) tavolo tecnico Funzione Pubblica; 8) comitato di indirizzo della Conferenza; 9) varie ed eventuali.
Presiede la seduta il Presidente della Conferenza, prof. Adalgisio Amendola, il quale verificata la presenza del numero legale dichiara aperta la seduta alle ore 14.15. Svolge funzioni di segretario della seduta il prof. Giorgio Eduardo Montanari.
O M I S S I S O.d.g. 6. Ammissione SSIS Il Presidente ricorda come il problema dei titoli validi per l’ammissione alle classi di insegnamento SSIS, sia stato ampiamente discusso in diverse precedenti riunioni della Conferenza, che a riguardo ha approvato le mozioni del 1 dicembre 2006 e del 2 marzo 2007 (Allegati 1 e 2). Ulteriori contatti con i Ministeri competenti sono state avviati dal precedente Presidente della Conferenza il prof. Moccia (Allegato 3). Il Presidente riferisce poi sugli esiti dell’incontro con la Commissione Didattica del CUN sui titoli richiesti per l’ammissione alle SSIS, svoltosi il 6 febbraio u.s. Nell’incontro, al quale hanno partecipato il Coordinamento delle SSIS ed i Presidenti delle Conferenze dei Presidi interessate, sulla base dei documenti fatti pervenire dalle diverse Conferenza, sono state valutate e discusse le molteplici segnalazioni giunte a proposito di incongruenze dei titoli richiesti per l’ammissione alle SSIS (previsti in particolare dai Decreti Ministeriali n.39 del 30 gennaio 1998 e n.22 del 9 febbraio 2005). Nell’occasione sono state illustrate anche le osservazioni, le proposte di modifica e le relative motivazioni, messe a punto nelle mozioni approvate dalla Conferenza e nelle comunicazioni del Prof. Moccia ai Ministeri competenti. I relativi documenti erano stati in precedenza fatti pervenire via e-mail al presidente della Commissione Didattica del CUN. L’incontro si è concluso con l’invito alle Conferenze dei Presidi di formulare e far pervenire alla Commissione Didattica del CUN specifiche proposte di emendamenti da recepire nel prossimo decreto ministeriale per l’accesso alle SSIS. Sul tema si apre una ampia discussione. al termine della quale, confermando quanto sostenuto nella Mozione del 1 dicembre 2006, e le motivazioni espresse nelle comunicazioni inviate dal Presidente Moccia ai Ministeri competenti il 27 luglio 2007, vengono confermate le seguenti:
Proposte di emendamento: Con riferimento a quanto previsto nel dm 39 del 30 gennaio 1998: 1. EMENDAMENTO: Classe di Concorso 19/A – Discipline giuridiche ed economiche: per la Laurea in Scienze Politiche eliminare il limite temporale del conseguimento del titolo entro l’anno accademico 2000-01 (previsto nella Tabella allegata al DM 39/98) per l’ammissione alla classe 19/A.
Motivazioni: (a) mancanza di una chiara e fondata motivazione in ordine a tale limitazione, dal momento che non sono intervenute significative modificazioni negli ordinamenti didattici universitari fino all’entrata in vigore del DM 509/1999; (b) evidente e pregiudizievole disparità di trattamento fra gli studenti immatricolati in anni diversi ai medesimi corsi di laurea e ancor più fra studenti immatricolati allo stesso corso e laureati in corso e fuoricorso; (c) urgenza di un intervento di rettifica della normativa, sanando le esistenti situazioni di ingiustificata disparità.
Con riferimento a quanto previsto nel DM 22 del 9 febbraio 2005: 2. EMENDAMENTO: Classe di Concorso 19/A – Discipline giuridiche ed economiche: Modificare il limite dei Requisiti minimi di crediti richiesti per l’ammissione alla Classe di concorso 19/A, sostituendo l’attuale dizione con la seguente: “Con almeno 96 crediti nei settori scientifico- disciplinari SECS-P, SECS-S, IUS, di cui: 24 in almeno due dei seguenti settori: SECS- P/01, SECS-P/O2, SECS-P/03 12 in almeno uno dei seguenti settori: SECS- P/07, SECS-P/08, SECS-P/10 12 in almeno uno dei seguenti settori: SPS-S/01, SPS-S/03 24 in almeno due dei seguenti settori: IUS/ 01, IUS/04, IUS/05, IUS/07 24 in almeno due dei seguenti settori: IUS/09, IUS/10, IUS/08, IUS/21”
Motivazioni: (a) i forti elementi di affinità di metodo e di contenuto presenti nei settori scientificodisciplinari indicati assicurano nel modo più completo le conoscenze richieste ai fini dell’insegnamento nella Classe di concorso in oggetto; (b) com’è noto, sulla base delle affinità su richiamate, il CUN ha provveduto ad una aggregazione dei SSD in macrosettori omogenei, appunto a fini concorsuali (Procedure di valutazione comparative per posti di Ricercatore Universitario).
3. EMENDAMENTO: Classe di Concorso 19/A – Discipline giuridiche ed economiche: Aggiungere fra le Classi di lauree specialistiche previste per l’ammissione all’insegnamento nella Classe 19/A anche le Classi di laurea specialistica: 60/S – Relazioni Internazionali e 70/S Scienze della Politica
Motivazioni: a seguito della riforma degli ordinamenti didattici attuata con il D.M. n. 509 del 3 novembre 1999, è stata dichiarata la equiparazione del Diploma di Laurea in Scienze Politiche (vecchio ordinamento) alle Lauree Specialistiche nelle seguenti classi: 60/S – Relazioni Internazionali, 70/S – Scienze della Politica, 71/S – Scienze delle pubbliche amministrazioni
4 EMENDAMENTO: Classe di Concorso 17/A – Discipline economico-aziendali: Aggiungere fra le Lauree specialistiche previste per l’accesso alla Classe di concorso 17/A la Classe di laurea specialistica 71/S – Scienze delle pubbliche amministrazioni
Motivazioni: (A) la Classe di laurea specialistica 71/S è equiparata alla Laurea in Scienza dell’amministrazione, considerata nel DM 39 del 31/1/1998 titolo di ammissione con validità temporale (evidentemente proprio in ragione dell’istituzione della Classe di laurea specialistica 71/S) per la Classe di concorso 17/A; (B) nelle attività di base della Classe 71/S sono presenti i SSD: SECS-P/01 - Economia politica, SECS-P/02 - Politica economica, SECS-P/03 - Scienza delle finanze, SECS-S/01 – Statistica, SECS-S/03 - Statistica economica; nelle attività caratterizzanti la Classe 71/S, nell’ambito Aziendale e organizzativo sono presenti i SSD: ING-IND/35 – Ingegneria economico-gestionale, SECS-P/06 - Economia applicata, SECS-P/07 - Economia aziendale, SECSP/ 08 - Economia e gestione delle imprese, SECS-P/10 - Organizzazione aziendale; (c) nelle attività affini o integrative sono presenti i SSD: SECS-P/11 - Economia degli intermediari finanziari, SECSS/ 05 - Statistica sociale, SECS-S/06 - Metodi matematici dell'economia e delle scienze attuariali e finanziarie.
5 EMENDAMENTO: Classe di concorso 39/A – Geografia: Aggiungere fra le lauree specialistiche previste per l’accesso alla classe di insegnamento 39/A la Classe di laurea specialistica 88/S - Scienze per la cooperazione allo sviluppo (non prevista dal DM 22/05), nonché le Classi di laurea specialistica 60/S – Relazioni internazionali, e 70/S – Scienze della Politica. Motivazioni: (A) Con riferimento alla Classe LS 88/S, nelle attività di base, nell’ambito delle Discipline storiche e Geografiche, è ricompresso il SSD M-GGR/02 - Geografia economicopolitica; nelle attività caratterizzanti, è ricompresso il SSD M-GGR/01 – Geografia; (B) con riferimento alla Classe LS 60/S nelle attività di base è indicato il SSD M-GGR/02 – Geografia economico-politica; (C) con riferimento alla classe di LS 70/S, nelle attività caratterizzanti è indicato il SSD M-GGR/02 - Geografia economico-politica. La Conferenza, all’unanimità, delibera di approvare gli emendamenti proposti.
O M I S S I S La seduta è tolta alle 17,30. Il Presidente Il Segretario f.to prof. A. Amendola f.to prof. G.E. Montanari
Allegato 1 CONFERENZA DEI PRESIDI DELLE FACOLTÀ DI SCIENZE POLITICHE MOZIONE SULL’ACCESSO ALLE SCUOLE SSIS La Conferenza dei Presidi delle Facoltà di Scienze Politiche: vista la normativa che regola l’accesso dei laureati nelle Facoltà di Scienze Politiche alle Scuole di Specializzazione per l’Insegnamento Secondario – SSIS; rilevato che, ai sensi dei DD. MM. 231/1997, 39/1998, 44/1999, sono ammessi alla SSIS, classe di concorso 19/A - Discipline giuridiche ed economiche, solo i laureati in Scienze politiche o Scienze della amministrazione, ordinamento quadriennale previgente, che abbiano conseguito la laurea entro l’anno accademico 2000-01 (ovvero entro il febbraio 2002); lamenta la mancanza di una chiara e fondata motivazione in ordine a tale limitazione, dal momento che non sono intervenute significative modificazioni negli ordinamenti didattici universitari fino all’entrata in vigore del DM 509/1999; denuncia la evidente e pregiudizievole disparità di trattamento fra gli studenti immatricolati in anni diversi ai medesimi corsi di laurea e ancor più fra studenti immatricolati allo stesso corso e laureati in corso e fuoricorso; ribadisce la richiesta che si provveda a rettificare la normativa, sanando le esistenti situazioni di disparità e consentendo a tutti i laureati nei corsi quadriennali di Scienze politiche e Scienze della amministrazione l’ammissione, senza discriminazione per data di conseguimento della laurea, alla classe di concorso 19/A della SSIS. La Conferenza dei Presidi delle Facoltà di Scienze Politiche: vista altresì la disciplina che regola l’ammissione alla classe di concorso 19/A della SSIS di quanti hanno conseguito la laurea specialistica in Scienze delle pubbliche amministrazioni, classe 71/S; rilevato che, ai sensi del DM 22/ 2005, sono ammessi alla SSIS, classe 19/A, solo i laureati in Scienze delle pubbliche amministrazioni, classe delle lauree specialistiche 71/S, con esclusione dei laureati in tutte le altre classi di laurea normalmente afferenti alle Facoltà di Scienze Politiche, e precisamente nei corsi di laurea delle classi 60/S Relazioni internazionali, 70/S Scienze della politica, e 88/S Scienze per la cooperazione e lo sviluppo; rilevato inoltre che i laureati nella classe 71/S sono ammessi solo se hanno conseguito nei loro curricula di laurea almeno 96 CFU nei settori scientifico disciplinari SECS-P, SECS-S, IUS (di cui almeno 12 in SECS-P/01, almeno 12 in SECS-P/02, almeno 12 in SECS-P/07, almeno 12 in SECSS/ 03, almeno 12 in IUS/01, almeno 12 in IUS/04, almeno 12 in IUS/09, almeno 12 in IUS/10); lamenta la ingiustificata esclusione dalla classe di concorso 19/A dei laureati nelle classi delle lauree specialistiche normalmente afferenti alle Facoltà di Scienze politiche (60/S, 70/S, 71/S, 88/S) e, ancor più, l’evidente disparità di trattamento ai danni dei laureati nella classe 71/S, Scienze delle pubbliche amministrazioni, in relazione ai laureati in altre classi di laurea ammessi alla medesima classe di concorso per i quali non è previsto un numero di CFU vincolati altrettanto elevato, facendo a tal proposito presente che la precedente normativa (DM 1998) prevedeva per i laureati in Scienze della amministrazione solo che il loro piano di studio comprendesse i 4 insegnamenti annuali, rispettivamente, di economia politica, politica economica, economia aziendale, statistica economica; chiede con forza che si provveda a sanare tale situazione di evidente discriminazione e incongruità, modificando l’esistente normativa e consentendo l’ammissione alla classe di concorso 19/A a quanti abbiano conseguito la laurea specialistica nella classe 71/S, Scienze delle pubbliche amministrazioni e, fatta salva la previsione di un ragionevole numero di CFU vincolati, anche ai laureati nelle classi 60/S e 70/S. La Conferenza dei Presidi delle Facoltà di Scienze Politiche: preso atto che la vigente normativa preclude l’accesso alla classe di concorso 17/A, Discipline economico-aziendali, della SSIS a quanti hanno conseguito una laurea specialistica nei corsi delle classi normalmente afferenti alla Facoltà di Scienze Politiche (in particolare, Scienze delle pubbliche amministrazioni, classe 71/S, e Scienze per la cooperazione e lo sviluppo, classe 88/S); lamenta e denuncia la totale esclusione, almeno dei laureati nelle classi 60/S, 70/S e 71/S, alla classe di concorso 17/A; chiede pertanto che si provveda a modificare la vigente normativa, sanando le esistenti disparità e consentendo l’ammissione alla classe di concorso 17/A anche ai laureati nelle classi 71/S, Scienze delle pubbliche amministrazioni, 60/S, Relazioni internazionali, 70/S Scienze della politica, e 88/S Scienze per la cooperazione e lo sviluppo. La Conferenza dei Presidi delle Facoltà di Scienze Politiche infine lamenta la totale esclusione dalla classe di concorso 37/A, Filosofia e Storia, della SSIS, dei laureati in alcune delle classi delle lauree specialistiche delle Facoltà di Scienze Politiche, che pure comprendono curricula con un numero significativo di CFU in settori scientifico disciplinari dell’area delle scienze storiche e filosofiche e dell’area delle scienze politiche e sociali (quali, ad esempio, storia romana, medievale, moderna e contemporanea, storia della filosofia, filosofia teoretica, filosofia morale, filosofia politica, storia delle dottrine politiche), e chiede che l’accesso a tale classe di concorso sia consentita anche ai laureati in particolare delle classi 60/S e 70/S, fatta salva la previsione di un ragionevole numero di CFU vincolati. Roma, 1 dicembre 2006
Allegato 2 CONFERENZA DEI PRESIDI DELLE FACOLTÀ DI SCIENZE POLITICHE MOZIONE DEL 2 MARZO 2007 La Conferenza dei Presidi delle Facoltà di Scienze Politiche, nella sua riunione del giorno 2 marzo 2007, informata della situazione di perdurante incertezza in merito ai lavori del Gruppo di lavoro congiunto incaricato di elaborare proposte sul sistema di formazione universitaria degli insegnanti, ribadendo l’esigenza, già espressa con propria mozione del 10.11.2006, di garantire ai laureati nelle Facoltà di Scienze Politiche pari condizioni di accesso alle attuali strutture (Scuole di Specializzazione per l’Insegnamento Secondario), provvedendo alle opportune integrazioni e modifiche dell’attuale normativa, anche al fine di evitare un contenzioso in materia conseguente alle illegittime disparità di trattamento oggi sussistenti: - esprime forte preoccupazione per la mancata definizione, nell’imminenza della pubblicazione dei nuovi decreti sulle classi delle lauree, di un assetto certo della formazione universitaria degli insegnanti; - sollecita e auspica lo sviluppo di iniziative al livello di istanze dell’autonomia universitaria (CUN, CRUI, Interconferenza, Conferenze dei Presidi) per soluzioni condivise, frutto dell’interazione tra mondo universitario e della scuola, capaci di aprire prospettive per sbocchi professionali nel campo dell’insegnamento, attraverso un rapporto strutturato tra formazione e reclutamento; - si dichiara impegnata a svolgere, in tutte le sedi competenti, ogni azione utile al fine di favorire la definizione del problema.
Allegato 3 Roma, 2 luglio 2007 Cortese attenzione Dott. Giuseppe Cosentino Capo Dipartimento Istruzione Ministero Pubblica Istruzione Cortese attenzione Dott.ssa Teresa Cuomo Dirigente – Ufficio IX MiUR Oggetto: requisiti per l’ammissione alle prove di accesso alle Scuole di Specializzazione per l’Insegnamento Secondario (SSIS) in merito alla classe di concorso 19/A (Discipline giuridiche ed economiche) laureati Scienze Politiche – rilievi e istanze
Gentile Dott. nella mia qualità di Presidente della Conferenza dei Presidi delle Facoltà di Scienze Politiche, associazione non riconosciuta, premesso: - di aver ricevuto dall’assemblea dell’associazione stessa mandato ad agire, in tutte le sedi competenti, per la tutela degli interessi che rientrano nella cura della Conferenza e tra questi l’interesse al pieno riconoscimento dell’offerta formativa delle facoltà di scienze politiche e il conseguente interesse dei laureati nelle facoltà di scienze politiche a vedere riconosciuto a tutti gli effetti il proprio titolo di studio e a non essere illegittimamente discriminati sul piano degli accessi occupazionali; tanto premesso: - porto alla Sua attenzione, perché vengano adottati in tempo utile tutti i provvedimenti di competenza, la situazione di grave e perdurante illegittimità relativa ai requisiti per l’ammissione alle prove di accesso alle Scuole di Specializzazione per l’Insegnamento Secondario (SSIS) in merito alla classe di concorso 19/A (Discipline giuridiche ed economiche). A tal proposito si osserva che: - il D.M. n. 39 del 30 gennaio 1998 (successivamente integrato dal D.M. n. 22 del 9 febbraio 2005) fissa nell’allegato “Tabella A” per ciascuna classe di concorso i titoli di studio validi per l’ammissione alle suddette Scuole: in particolare distinguendo tra titoli di studio validi a tal fine e titoli di studio validi al medesimo fine «se conseguiti entro un determinato anno accademico» (art. 1, D.M. 39/1998); - in precedenza, il D.M. n. 231 del 28 marzo 1997 aveva previsto che per la classe 19/A «sono depennate le lauree in ‘scienze politiche’»; - successivamente, lo stesso D.M. 39/1998 precitato ha, chiaramente ed evidentemente in deroga al precedente, stabilito che per l’ammissione alla classe 19/A tra i «titoli di ammissione con validità temporale; titoli che hanno cambiato denominazione ovvero lauree soppresse» (di cui alla colonna 3 della Tabella A ad esso allegata), sono titoli validi le lauree in scienze politiche «purché conseguite entro l’A.A. 2000/2001»;
- nessuna variazione è intervenuta riguardo al corso di studio (laurea quadriennale) in esito al quale vengono rilasciati i Diplomi di Laurea (DL) in Scienze Politiche (secondo il vecchio ordinamento), ancorché successivamente all’A.A. 2000/2001; - i Diplomi di Laurea in Scienze Politiche (laurea quadriennale) continuano, ad oggi, ad essere rilasciati agli studenti ancora iscritti ai relativi corsi; - nel frattempo, a seguito della riforma degli ordinamenti didattici attuata con il D.M. n. 509 del 3 novembre 1999, è stata dichiarata la equiparazione dei Diplomi di Laurea, secondo il vecchio ordinamento, alle nuove classi delle Lauree Specialistiche (LS) e in particolare è stata dichiarata la equiparazione del Diploma di Laurea in Scienze Politiche (vecchio ordinamento) alle Lauree Specialistiche delle seguenti classi: CLS-60/S, 70/S, 71/S, 88/S, 99/S. Tanto osservato, si ritiene che: - in generale, l’apposizione di una data (anno accademico) quale limite temporale alla validità legale di un titolo di studio ne contraddice la natura stessa; - nel caso di specie, l’apposizione di una tale data quale limite temporale alla validità legale del titolo di studio (Diploma di Laurea in Scienze Politiche), oltre che illegittima, risulta assolutamente immotivata, arbitraria e discriminante, in considerazione del fatto che trattasi dello stesso titolo conseguito in esito a uno stesso corso di studio (laurea quadriennale), senza possibilità alcuna di ravvisare una qualunque ragione formale e/o sostanziale di differenziazione tra diplomi di laurea in scienze politiche conseguiti anteriormente oppure successivamente all’A.A. 2000/2001. Tanto ritenuto, nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento e per quanto nei poteri di spettanza di codesta Autorità ministeriale, considerato che le lauree (vecchio ordinamento) in scienze politiche, dapprima depennate in forza del D.M. n. 231/1997, sono state successivamente ripristinate tra i titoli di ammissione alla classe di concorso 19/A, in forza del D.M. n. 38/1998; si chiede che: - tra i titoli di studio per l’ammissione alle prove di accesso alle SSIS siano incluse le lauree (vecchio ordinamento) in scienze politiche, senza la dizione «purché conseguite entro l’A.A. 2000/2001», essendo tale apposizione di data quale limite temporale alla validità legale del titolo di studio in palese violazione del principio di uguaglianza e comunque priva di qualunque fondamento, in fatto e/o in diritto, attesa l’identicità assoluta dei corsi di studio (vecchio ordinamento) al compimento dei quali tale titolo viene rilasciato. Inoltre, nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento e per quanto nei poteri di spettanza di codesta Autorità ministeriale, considerata l’equiparazione dei diplomi di laurea in scienze politiche (vecchio ordinamento) alle lauree specialistiche degli ordinamenti riformati; si chiede che: - tra i titoli di studio per l’ammissione alle prove di accesso alle SSIS, in virtù della suddetta equiparazione, siano inclusi titoli delle seguenti Classi delle Lauree Specialistiche: 60/S, 70/S, 71/S, 88/S, 99/S. F.to Prof. Luigi Moccia
March 14 II COMUNICATO STAMPAIl Comitato Scienze Politiche si è dato molto da fare per portare all’attenzione dei vertici politico – amministrativi del Ministero la questione della lesione subita dai laureati in Scienze Politiche in seguito alle norme che vietano il loro accesso alla professione di insegnante. Mentre, però, il Comitato riusciva a far depositare un’interrogazione parlamentare, che la caduta del governo ha vanificato, mentre riusciva a parlare informalmente con il Ministro dell’Istruzione Fioroni, il quale era all’oscuro dell’ intera vicenda, mentre i dirigenti del Ministero dell’Istruzione ci rispondevano ripetendo il contenuto della norma, o, al massimo, istruendoci sui passaggi procedurali della stessa, senza nulla dire in merito alla ratio della norma stessa e della sua possibile incostituzionalità, mentre la Regione Puglia, attraverso il suo Assessore all’Istruzione, scendeva in campo a sostegno del Comitato, mentre molti altri laureati aderivano al Comitato e firmavano la petizione, mentre accadeva tutto ciò, si applicavano altre norme che introducevano ulteriori discriminazioni nei confronti della Laurea in Scienze Politiche fino a portarla ad una sua svalutazione. I laureati in Scienze Politiche, infatti, benché abbiano sostenuto numerosi esami di diritto ed economia, a partire da quest'anno non potranno più fare i dottori commercialisti. Il D.Lgs 28/6/2005, n.139 ha stabilito che i laureati in Scienze Politiche non potranno più accedere alla professione di dottore commercialista, se non avranno cominciato il praticantato presso uno studio entro il 31 dicembre 2007. Ed è una norma retroattiva per tutti i laureati che hanno ottenuto la laurea prima del 2005. Anche su questo particolare, come per l’insegnamento, le guide dello studente non si soffermano, continuando ad elencare questo sbocco professionale tra quelli possibili. Ulteriori vessazioni li stanno subendo i laureati in Scienze Politiche del nuovo ordinamento in sede di concorsi pubblici. E' noto il caso di Marco Pugliesi, laureatosi a pieni voti col nuovo ordinamento, che non ha potuto sostenere il concorso pubblico come commissario di polizia. Infatti il bando del 13 febbraio 2007, recependo un decreto del 6/2/2004 del Ministero dell’Interno, escludeva esplicitamente la laurea in Scienze Politiche conseguita col nuovo ordinamento dai titoli richiesti per partecipare al concorso. Data la scarsa valorizzazione di questo corso di studi, inoltre, i laureati in Scienze Politiche non godono di grande stima nemmeno nel settore privato. il laureato in scienze politiche, inizialmente nato per poter essere inserito come quadro o dirigente nella pubblica amministrazione, mentre gli sbocchi professionali concreti che vengono offerti sono deludenti, non di rado inesistenti. Una buona fetta di laureati in Scienze Politiche che riesce a trovare impiego nell'ambito privato, quando ci riesce, spesso svolge attività che non sono ricollegabili direttamente agli studi svolti e talvolta si tratta di lavori dequalificati o dequalificanti. Nei colloqui di lavoro privati spesso si ha la sensazione di essere trattati come se si avesse una licenza media inferiore e negli ultimi anni di studi si fosse perso solo tempo.
In Francia Scienze Politiche (science politique), invece, è una delle facoltà più quotate e rispettate poiché forma quelli che vanno a svolgere il compito più delicato all’ interno dello Stato cioè ad amministrare la "cosa pubblica"; ed in effetti anche Platone diceva che il fine della filosofia politica era la scoperta di un metodo per bandire l'incompetenza e la disonestà dai pubblici uffici e preparare i migliori ad amministrare e proteggere il bene pubblico. Quindi in Francia chi fa la suddetta facoltà (che in realtà è una grand école a numero chiuso) è più o meno sicuro che andrà a fare ciò per cui ha studiato, anche perché nella Pubblica Amministrazione si lavora solo con quel titolo e non con altri. In Italia è inimmaginabile tanta chiarezza, linearità ed esclusivismo, ma sarebbe lecito aspettarsi almeno il non verificarsi del paradosso della discriminazione dei laureati in Scienze politiche dai concorsi che danno accesso alla Pubblica Amministrazione e alla dirigenza delle forze armate, dato che è proprio l'amministrazione migliore della cosa pubblica che ha creato il presupposto per la nascita della “nostra” facoltà. A questo punto, tirando le somme, è meglio chiudere le facoltà di Scienze Politiche, e per i giovani che hanno tale laurea e non riescono a ben spenderla sul mercato del lavoro, suggeriamo di seguire il nostro esempio mettendo all’asta su e bay le proprie pergamene! Invitiamo, inoltre, tutti i maturandi, al fine di avere un futuro con maggiori opportunità, a NON ISCRIVERSI a Scienze Politiche. Preso atto di tale situazione e della sorprendente “sordità istituzionale” chiediamo, a tutti gli studenti di Scienze Politiche, di porre in essere ogni lecita protesta e di rendere pubblica tale situazione in tutte le facoltà. Il consiglio che vi diamo è quello di cambiare facoltà finchè fate in tempo, se non volete fare vani sacrifici e sprecare inutilmente tempo, energie e soprattutto denaro.
March 02 SFOGO DI UNA DISOCCUPATACiao , Io purtroppo scrivo da una delle province più sfigate di Italia:la provincia di Massa Carrara .Provincia potenzialmente molto ricca (cave di marmo e potenziale relativo indotto, mare e potenziale relativo indotto, parco delle Alpi Apuane e potenziale relativo indotto) ma in realtà rovinata dal clientelismo esasperato dei padroni del marmo, che fa si che essa si collochi ad un tasso di disoccupazione tra I più alti di Italia. La mentalità è che il benessere deve rimanere all'interno di quelle 5, forse 6 famiglie titolari di cave, queste ultime non investono per niente nell 'occupazione locale (anzi, potrei raccontare episodi di sfruttamento inauditi, povero Marx) ma sono unicamente votati al loro profitto che poi investono comprandosi ville in Brasile e mettendo I soldi nei conti esteri. C'era la possibilità di creare un indotto nella nautica da diporto attraverso la costruzione del porto turistico, da anni se ne sente parlare ma nulla è stato fatto, e non si farà...Personalmente (mi occupavo di internazionalizzazione delle imprese durante una mia esperienza lavorativa, naturalmente precaria e sottopagata!) abolirei anche I finanziamenti dell UE alle imprese che dovrebbero essere finalizzati anche alla creazione di posti di lavoro ma che in realtà, complici gli scarsi controlli a finanziamento avvenuto sulla effettiva fine di questi soldi (circa centinaia di migliaia di Euro ad impresa) servono solo a riempire le tasche degli imprenditori. Io ho 26 anni mi sono appena laureata triennale, in ritardo un po' per vari problemi, un po' perchè ho sempre dovuto lavoricchiare (anche se precaria) sono praticamente trilingue (attualmente sto studiando russo), ho un tirocinio all 'estero, uno in Italia, vari certificati e corsi professionalizzanti che non sto qui ad elencare perchè non è la sede; il mio sogno è sempre stato quello di fare l'export manager o comunque essere un impiegata nel settore "commerciale estero"...abito nella "CAPITALE MONDIALE DEL MARMO" e sono attualmente disoccupata, pur avendo tutte le agevolazioni possibili del primo impiego...non ho ancora trovato un azienda disposta ad assumermi neanche con la possibilità di pagare metà dei contributi per tre anni....se qualcuno mi ha offerto lavoro non oso riportare le condizioni (salariali e contrattuali) che ho anche provato ad accettare ma che mi hanno fatto in breve tempo rinunciare, poichè era veramente (lavorare per niente) . Scusate lo sfogo ma mi chiedo vale la pena studiare tanto,far fare tanti sacrifici ai nostri genitori in questo Paese???
Una chicca per chi non lo sapesse... in Francia Scienze politiche (science politique) è una delle facoltà più quotate e rispettate poichè forma quelli che vanno a svolgere il compito più delicato all’interno dello Stato cioè ad amministrare la "cosa pubblica"; ed in effetti anche Platone se non sbaglio diceva che il fine della filosofia politica era la scoperta di un metodo per bandire l'incompetenza e la disonestà dai pubblici uffici e preparare I MIGLIORI ad amministrare e proteggere il bene pubblico . Quindi in Francia chi fa la suddetta facoltà (che in realtà è una grand école a numero chiuso) è più o meno sicuro che andrà a fare ciò per cui ha studiato anche perchè nella P.A si lavora solo con quel titolo e non con altri ...in Italia è inimmaginabile tanta chiarezza, linearità ed esclusivismo (proprio perchè siamo in Italia)...ma sarebbe lecito aspettarsi almeno il non verificarsi del PARADOSSO della discriminazione dei laureati in Scienze Politiche (a favore di tante altre facoltà che formano persone di indubbia competenza ma che potrebbero benissimo applicarsi con maggiore risultato altrove) dai concorsi che danno accesso alla P.A e alla dirigenza delle forze armate dato che è proprio l'amministrazione migliore della cosa pubblica (e l incompletezza della formazione dei laureati in giurisprudenza ed economia a svolgere tal compito) che ha creato il presupposto per la nascita della "nostra" facoltà.
Ciao.
February 13 RISPOSTA DEL QUIRINALESegretario Generale della Presidenza della Repubblica Ufficio per gli Affari Giuridici e le Relazioni Costituzionali
UAG.11.3 N.112/2008
Egregio Signor Iovane, in relazione alla lettera indirizzata al Presidente della Repubblica, posso dare assicurazione che questo Ufficio ha sottoposto quanto da Lei rappresentato all’attenzione del Ministero della pubblica istruzione per un approfondito esame. Il Capo dello Stato, infatti, per la sua posizione costituzionale, non ha facoltà di intervento su materie attinenti alla sfera di attribuzione di altri organi dello Stato.
Con i migliori saluti
Il Direttore dell’Ufficio (Dr Luigi delli Paoli) February 06 LA RISPOSTA DEL MINISTEROQui di seguito la risposta insoddisfacente del Ministero. Il comitato si sta attivando per presentare un ricorso al TAR!!
Ministero della pubblica istruzione Dipartimento per l’istruzioneDirezione Generale per il personale della scuola
Prot. n. AOODGPER 16914 Roma 6 settembre 2007 D.G. per il personale della scuola Uff. III
Al prof. Luigi MocciaPreside Facoltà Scienze Politiche Università degli Studi Roma Tre Via Gabriello Chiabrera, 199 00145 ROMA
Oggetto: Titoli di ammissione all’insegnamento: laurea in scienze politiche
Con riferimento alla nota di cui all’oggetto, si ritiene di dover premettere quanto segue.
Ai sensi dell’art. 402 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, i titoli di studio validi per il reclutamento del personale docente sono stabiliti con apposito decreto del Ministro della P.I., sentito il parere del C.N.P.I., individuando, tra tutti i titoli accademici previsti dall’ordinamento universitario, quelli i cui piani di studio sono considerati idonei all’insegnamento della scuola secondaria. Tale ordinamento è stato più volte oggetto di modifiche ed integrazioni prevedendo sia l’inserimento di nuove lauree che la soppressione di lauree già previste, nonché la richiesta di specifici piani di studi in aderenza alle sopravvenute esigenza della scuola (vista anche la liberalizzazione dei piani di studio).
Tali aggiornamenti ed integrazioni sono stati curati da apposite commissioni ministeriali costituite da personale esperto sia amministrativo che docente con la collaborazione e il coordinamento della Segreteria tecnica degli ispettori.
Il decreto ministeriale n. 39 del 31 gennaio 1998, ha riunito in un testo coordinato, al fine di renderne più agevole la lettura, le disposizioni emanate in materia di ordinamento delle classi di concorso, rielaborando le norme pregresse, l’ultima delle quali risale al 22.12.1997, n. 896.
Premesso quanto sopra, si precisa che la laurea in Scienze politiche, vecchio ordinamento, ai sensi del D.M. n. 231/1997, non è stata più considerata idonea ai fini dell’insegnamento se conseguita successivamente all’a.a. 2000/2001. Si è consentito, comunque, a coloro che si fossero iscritti fino all’a.a. 1997 e avessero completato il corso degli studi entro il citato a.a. 2000/2001 di accedere alle classi di concorso 19/A – Discipline giuridiche ed economiche e 36/A – Filosofia, psicologia e scienze dell’educazione.
In particolare, la laurea in questione, con le limitazioni temporali di cui sopra, è titolo di accesso alla cl. 36/A purché il suo piano di studi abbia compreso “almeno un corso annuale di discipline pedagogiche, uno di discipline psicologiche ed uno di discipline sociologiche” e senza
alcuna prescrizione per la cl. 19/A. (vedi: www.pubblica.istruzione.it – Aree tematiche - Personale della scuola – Reclutamento - Titoli di accesso).
Si fa rilevare, inoltre, che, relativamente alla cl. 19/A, la normativa vigente, D.M. n. 39/98, prevede, specifiche lauree con piano di studi comprendente quattro esami di materie giuridiche per le lauree di area economica e quattro esami di materie economiche per quelle di area giuridica mentre per la cl. 36/A, sempre per specifiche lauree, due corsi annuali delle discipline di ciascuna delle seguenti aree: filosofica, pedagogica, psicologica e sociologica.
Tali prescrizioni hanno ovvio fondamento in tutti gli insegnamenti che si impartiscono nei vari istituti e scuole cui si riferiscono le classi di concorso in questione nonché nell’adeguamento dei programmi di insegnamento intervenuto nel corso degli anni e alla luce, anche, delle sperimentazioni attivate.
Con l’entrata in vigore del nuovo ordinamento universitario si è resa necessaria, poi, l’emanazione di un apposito provvedimento, D.M. n. 22 del 9.2.2005, con il quale è stata dettata la corrispondenza, ai fini dell’insegnamento, dei titoli del nuovo ordinamento universitario con i titoli di cui al prima citato D.M. n. 39/98, indicando anche la corrispondenza, relativamente ai piani di studi prescritti, degli esami annuali prima richiesti con i crediti, ed il loro relativo numero, negli specifici settori scientifico - disciplinari.
Al riguardo si precisa, altresì, che l’individuazione delle classi di lauree specialistiche corrispondenti alle lauree del pregresso ordinamento universitario è stato curato dal C.U.N. che ha disposto, relativamente alla classe 19/A e per tutte le classi di lauree specialistiche previste, il possesso di 96 crediti ripartiti equamente tra i settori scientifico-disciplinari delle aree giuridica ed economica.
Così anche per la cl. 36/A e per tutte le classi di lauree specialistiche previste sono stati richiesti 96 crediti afferenti le aree filosofica, pedagogica, psicologica e sociologica (24 crediti per ciascuna area).
Ciò non toglie che, ad una prossima revisione delle classi di concorso in relazione alla eventuale riforma della scuola secondaria, si possa prendere in considerazione la possibilità di accesso alle suindicate classi di concorso per le classi di lauree specialistiche 60/S, 70/S, 71/S, 88/S, 99/S alle ovvie condizioni previste per le altre lauree specialistiche previste.
Si ritiene, infine, non accoglibile la richiesta di cassare la limitazione temporale per la sola laurea in scienze politiche sia per quanto sopra chiarito relativamente alla validità dei piani di studio e sia per la disparità di trattamento che si verrebbe a creare nei riguardi di tutte quelle lauree del pregresso ordinamento che hanno avuto analoghe limitazioni temporali. E’ appena il caso di evidenziare che le prescritte limitazioni temporali alla previsione di lauree valide per l’insegnamento secondario non possono considerarsi una eccezione avendo esse interessato gli anni accademici 1973/74, 1986/87, 1993/94, 1997/98 e 2000/2001.
Pur non risultando titolo idoneo all’insegnamento, come tante altre lauree dell’ordinamento universitario, la laurea in scienze politiche mantiene fermo, comunque, il suo valore legale ai fini della partecipazione ai pubblici concorsi.
IL DIRETTORE GENERALE
fto Giuseppe Fiori
January 29 ANCORA DISCRIMINAZIONIMario Puglisi, laureato da 110 e lode e dottorando di ricerca, sogna di entrare in Polizia. Ma il bando, mentre accetta i “vecchi” dottori in Scienze Politiche a indirizzo internazionale, esclude la nuova laurea specialistica corrispondente. Una laurea triennale in Studi politici internazionali e comunitari da 110 e lode. Poi la specialistica, nello stesso settore disciplinare (scienze internazionali), conseguita a 23 anni e sempre con la lode per una tesi su “La convenzione di Palermo contro il crimine organizzato transnazionale”. Infine, il dottorato di ricerca in Diritto internazionale presso la facoltà di Scienze politiche a Messina. Ma il sogno di Mario Puglisi è un altro: entrare in Polizia. Sogno infranto contro lo scoglio della burocrazia, a causa della mancata equiparazione tra le lauree del vecchio ordinamento e le corrispondenti specialistiche. Il concorso per commissari, infatti, esclude la sua laurea. Così, nonostante la brillante carriera universitaria e la competenza nel settore del crimine organizzato oltre confine (di cui si occupa nel dottorato con riferimento particolare alla tratta di esseri umani), Mario Puglisi non può nemmeno tentare la corsa. Escluso ai nastri di partenza da una “svista” che però cambia il suo destino. Ed è con delusione e voglia di cambiare che racconta la sua storia ad AlmaLaurea. Sollevando il problema più generale della valorizzazione delle nuove lauree, triennali e specialistiche, nei settori della pubblica amministrazione. “Leggendo l’ultimo bando di concorso per il conferimento di 40 posti di commissario della Polizia di Stato, pubblicato il 13 febbraio 2007, mi sono accorto dell’evidente discriminazione nei confronti dei laureati del nuovo ordinamento in Scienze politiche”, scrive in una lettera. Tra i requisiti per l’ammissione viene, infatti, previsto il possesso del diploma di laurea in Scienze Politiche o laurea specialistica appartenente a determinate classi. Ed è in questo elenco che non compare la classe in Scienze internazionali (60/S). Così, spiega Puglisi, “se io mi sono laureato con il vecchio ordinamento in Scienze politiche, seguendo l’indirizzo politico-internazionale, posso accedere al concorso. Non posso farlo invece se ho la nuova laurea specialistica corrispondente, che ha un piano di studi quasi identico a quello dell’indirizzo politico-internazionale. Qual è il senso di questa scelta? Non è forse una palese discriminazione?”. Mario Puglisi chiede che sia modificato il decreto del 6 febbraio 2004 del ministro dell’Interno che, di concerto con i ministri dell’Università e della Funzione pubblica, identifica le classi di laurea specialistiche per l’accesso al ruolo di commissari della Polizia di Stato. “L’unica strada percorribile è, nel mio caso, il ricorso al Tar. Ma il buon senso consiglierebbe invece di modificare il bando per i concorsi futuri”. Un tema caldo, anche sul fronte delle lauree triennali. “Il problema dell’inserimento dei nuovi laureati nel mondo del lavoro è passato in secondo piano, specialmente nel settore della pubblica amministrazione, dove, a prescindere dal blocco delle assunzioni, si è assistiti ad un eccessiva segmentazione rispetto ai titoli di studio richiesti”, è l’analisi di Puglisi. “Non parliamo poi dei laureati triennali. Chi, come me, aspirava a tentare subito qualche concorso nella pubblica amministrazione è rimasto profondamente deluso. Basterebbe condurre una veloce indagine statistica, sfogliando la Gazzetta Ufficiale: a partire dal 2004, anno in cui sono state conseguite le prime lauree triennali, fino ad oggi, quanti concorsi pubblici sono stati banditi per chi era in possesso di una laurea triennale? Molto pochi. Per questo occorre una politica di valorizzazione delle nuove professionalità derivanti dalla riforma del sistema universitario. In questo senso spero che il mio caso possa dare un contributo”. Anche perché le prospettive sono tutte in salita: “Il mio futuro? Lo vedo abbastanza nero in Italia. In Università, dopo il dottorato, la carriera è lunga e faticosa, perennemente condizionata dalla cronica scarsità di fondi per la ricerca. Inoltre il mio profilo è faticosamente recepito dal mondo industriale. E a 32 anni non potrò più nemmeno fare concorsi. Le alternative e le possibilità all’estero invece ci sono, eccome. E’ proprio questo il punto: i giovani laureati italiani sono quasi sempre costretti ad emigrare in un altro Paese. E questo è veramente triste!”. Fonte. Almalaurea
January 15 IL SOSTEGNO DELLA REGIONE PUGLIARegione Puglia Diritto allo Studio - Pubblica istruzione Università Beni cultural – Musei - Archivi, Biblioteche - Ricerca scientifica
L’Assessore
Bari, 4 Gennaio 2008
Dott.. Giuseppe COSENTINO
Capo Dipartimento Istruzione
Ministero Pubblica Istruzione
ROMA
Prot. n. 11/SP
Con nota pervenuta via e.mail in data 4 dicembre u.s., che si allega in copia, il dott. Antonello Iovane, a nome di un gruppo di Dottori in Scienze Politiche di tutta Italia riunitosi nel ComitatoScienzePolitiche, ha lamentato l’impedimento all’insegnamento ai laureati in Scienze Politiche successivi all’anno accademico 2000/2001, introdotto dai DD.MM. n.231/97 e n.39/98, reclamando che tale discriminazione venga rimossa.
Condividendo le motivazioni rappresentate con la citata lettera, si invita ad operare ogni possibile iniziativa che possa soddisfare le problematiche evidenziate e garantire così anche a tali laureati la possibilità di accedere all’insegnamento.
Cordialità
f.to On. dott. Domenico LOMELO January 08 LE PRIME NOVITà del 2008Passate le festività vi aggiorniamo sulle ultime novità:
INTERROGAZIONE PARLAMENTARE Innanzitutto Vi comunichiamo che è stata depositata l’Interrogazione parlamentare al Ministro Mussi e Fioroni grazie all’iniziativa dal capogruppo alla Camera del PRC Gennaro Migliore e dalla deputata Titti De Simone.
DIBATTITO PUBBLICO A NAPOLI In secondo luogo si sta organizzando, per i primi di febbraio, un dibattito pubblico all’Università Orientale di Napoli, alla presenza di Presidi di Facoltà, assessori al ramo, sindacati e amministratori del settore scuola.
Altre iniziative sono in procinto di essere messe in campo Se vuoi darci una mano CONTATTACI
Comitato.sc.pol@hotmail.it |
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